Nel 1985 il regista Ron Howard, il Richie Cunningham di Happy Days per intenderci, girava Cocoon.

Un film di fantascienza in cui alcuni alieni del pianeta Antarea tornavano sulla Terra a recuperare i bozzoli in cui, migliaia di anni prima, avevano racchiuso i corpi di alcuni loro compagni, così fortunatamente sopravvissuti all’affondamento di Atlantide.

Cocoon è anche lo strumento di riforestazione sviluppato dalla Land Life Company. Amsterdam e l’idea non è molto lontana dalla suggestione di Howard. Si tratta infatti di “bozzoli” in grado di mantenere in vita una piantina appena interrata nel più critico periodo della sua crescita: il primo anno di vita.

Cocoon è un contenitore in polpa di cellulosa riciclata, impermeabilizzata con cera naturale, della forma di uno stampo da doughnut e dalla capacità idrica di 25 litri. Al centro, nel foro della ciambella, viene interrata la piantina.

Tramite due corti tratti di spago immersi nella vasca piena d’acqua, l’acqua gocciola sulle radici della piantina, assicurandogli il fabbisogno idrico per un anno.

Lo stampo/bozzolo viene poi chiuso con un coperchio che isola la riserva d’acqua permettendo alla piantina di svettare al centro. Attorno ad essa viene posizionata un’ulteriore protezione forata che assicura la ricezione della giusta quantità di luce, ma che protegge la pianta da un irradiamento troppo forte e dall’attacco di piccoli animali.

La piantina, sul cui substrato terroso vengono sparse anche spore di un fungo simbiotico particolare del genere Mycorrizha, supportata ma non impigrita dalla riserva d’acqua costante, sviluppa un apparato radicale profondo e robusto.

Il tutto con l’utilizzo di soli 25 litri d’acqua, dal momento che la piantina non necessita di altro per il primo e più critico anno di vita.

In tutto il mondo ci sono circa 2 miliardi di ettari di terreni degradati, in gran parte per mancanza di alberi. Ed è proprio la riforestazione la soluzione più immediata per arginare questo fenomeno, che secondo le Nazioni Unite rappresenta una delle sfide più importanti da vincere.

Nelle aree dove i Cocoons sono stati utilizzati finora, come Arabia Saudita, Kenya, Messico, California, i tassi di sopravvivenza sono tra l’80{f94e4705dd4b92c5eea9efac2f517841c0e94ef186bd3a34efec40b3a1787622} e il 95{f94e4705dd4b92c5eea9efac2f517841c0e94ef186bd3a34efec40b3a1787622}, meglio del 10{f94e4705dd4b92c5eea9efac2f517841c0e94ef186bd3a34efec40b3a1787622} tipico degli alberi piantati manualmente.

«Certo inizialmente i costi sono superiori a quelli di una piantumazione tradizionale – spiega Antonella Totaro di Land Life Company – dal momento che Cocoon costa circa 8 euro ed è un costo che va affrontato in anticipo, ma i risparmi nella fase successiva, sia economici che idrici, sono garantiti».

È stato utilizzato anche in Italia?

«Fra ottobre 2016 e marzo 2017 nell’ambito di un progetto di riforestazione più ampio che comprendeva anche Spagna e Grecia, è stato utilizzato in Calabria per piantumare 2400 alberi».

In quanto tempo si biodegrada il ciambellone?

«Dipende molto dall’umidità e dalla natura del terreno, ma generalmente in un anno, un anno e mezzo».

E quanto dura la riserva d’acqua da 25 litri?

«Stiamo studiando un prototipo più grande per garantire maggior durata, ma in generale dai 6 ai 12 mesi. Le condizioni ambientali esterne sono un fattore determinante».

Ci sono specie arboree che si adattano meglio a questo tipo di coltivazione? Ce ne sono invece altre che hanno mostrato scarsa adattabilità?

«Cocoon è pensato per impiantare specie arboree locali, per mantenere l’equilibrio dell’ambiente circostante. Inoltre sono da preferirsi specie che non necessitano di troppa acqua».

Quali sono invece i terreni più adatti?

«Terreni sabbiosi ed argillosi. I terreni troppo rocciosi non garantiscono invece la presenza del necessario strato di terra di cui la piantina ha bisogno».

Guarda il video dimostrativo dell’installazione di Cocoon  nella stazione di ricerca ICBA di Dubai.