Susan McPherson

Se dovessi descrivere il 2017 in due parole, direi: senza precedenti. Gli eventi dell’anno che si è appena concluso hanno messo le imprese alla prova sotto diversi aspetti. Non solo, hanno anche modificato il pensiero comune sul ruolo che le corporation dovrebbero assumere nell’affrontare le sfide sociali e globali. Indietro non si torna. L’aspettativa per il 2018 è che le imprese continueranno ad ampliare le attività e gli investimenti in relazione ai temi ritenuti importanti dai propri dipendenti, clienti e territori. Ecco alcuni punti chiave da tenere d’occhio.

L’inizio della fine delle molestie e dell’inuguaglianza sul lavoro 

Nel febbraio scorso, Susan Fowler pubblicò il suo blog-denuncia sul sessismo e le molestie subite mentre lavorava presso Uber. Entro la fine dell’anno i racconti si sono moltiplicati e il movimento #MeToo è decollato, mettendo sotto i riflettori il fatto che in ogni settore le donne si trovano di fronte non solo a molestie sessuali diffuse ma anche a culture e politiche aziendali che hanno lo scopo di far sì che stiano zitte e rimangano prive di potere. Se il 2017 è stato l’anno in cui è emersa la verità sul potere, il 2018 sarà l’anno dei cambiamenti concreti, in termini sia di politiche interne per favorire la denuncia delle molestie, sia di azioni per affrontare le inuguaglianze sul lavoro. In questo quadro, è probabile che le imprese rivedranno la quota rosa dei propri team manageriali e consigli d’amministrazione, muovendosi per aumentare il numero di donne.

Ampliamento del discorso “diversità”

Il 2017 ha rappresentato una pietra miliare per le donne sul lavoro, ma occorre ricordarsi che le iniziative in campo diversità devono andare ben oltre. “È necessario che il discorso si allarghi, attualmente è sempre più focalizzato sulla questione genere. Deve riguardare anche altro, non solo le donne” dice Cecily Joseph, vice presidente di Symantec. A Symantec si definisce l’inclusione come “la creazione di una forza lavoro che accolga tutte le culture, lingue, età, orientamenti sessuali, disabilità, provenienze ed esperienze – e che dia una voce a tali differenze”. Con una popolazione e una forza lavoro sempre più eterogenee, le imprese dovranno impegnarsi a promuovere culture aziendali, esperienze e prodotti che si adeguino ad un’ampia gamma di identità e prospettive.

Attività di branding focalizzate e lungimiranti

Nel 2017, gran parte dell’attivismo dei CEO e delle imprese è stata generata in risposta ad annunci provenienti dalla Casa Bianca. I CEO hanno rilasciato dichiarazioni reattive su ogni argomento, dal divieto sull’immigrazione alle leggi sui terreni pubblici, dalla proibizione per le persone transgender di operare nelle forze armate alla supremazia bianca e al ritiro dagli accordi di Parigi sul clima. Questo fenomeno continuerà, ed è importante. Ma si vedranno anche azioni con una focalizzazione maggiore: le imprese designeranno aree sociali o politiche dove saranno in grado di avere un impatto particolarmente significativo e dedicheranno maggiori risorse a iniziative proattive.

Lo scorso anno i business leader si sono fatti sentire in modo nuovo e importante, opponendosi al ritiro dagli accordi parigini, all’odio manifestatosi nelle strade di Charlottesville, al divieto sull’immigrazione”, dice Aron Cramer, CEO di BSR. “Durante il 2018 sarà di vitale importanza che facciano il prossimo passo, indicando le cause che sostengono: cioè, uno sforzo per garantire che un’economia in stato di continuo mutamento tenga conto del turbamento creato a livello dell’occupazione; la necessità di investire in tecnologie nuove che favoriscano la rivoluzione dell’energia pulita, nonché il sostegno di soluzioni collaborative multilaterali alle sfide globali”.

Uno spostamento dal disaster recovery alla resilienza agli effetti del clima

Anche in considerazione dei disastri naturali avvenuti nel 2017, le imprese investiranno più risorse nella prevenzione, nella mitigazione e nella resilienza agli effetti clima e non si limiteranno più solo alla ricostruzione. Secondo un rapporto BSR intitolato The Future of Sustainable Business, nessuna impresa sarà immune dalle conseguenze del cambiamento climatico. Per proteggere le proprie attività, filiere e territori, le imprese dovranno investire in tecnologie innovative, ridefinire i propri business model, e appoggiare politiche in grado di far fronte alle sfide critiche poste dal cambiamento climatico.

Più CSR al vertice

Ci si aspetta di più dalle imprese come voci influenti in ambito sociale e ambientale e, infatti, il numero di aziende che “accoglie” la CSR nel proprio top management è in aumento. “Senza dubbio l’acquisizione del ruolo di cittadino aziendale a livello manageriale è più diffusa” osserva Katherine Smith, direttore esecutivo al Boston College Center for Corporate Citizenship (BCCCC). Secondo le ricerche BCCCC, il numero di imprese dove la responsabilità di corporate citizenship è gestita a livello di vertice è salito di quasi il 75 per cento rispetto a cinque anni fa.

Standard più rigorosi dai fornitori

Si parla molto di quanto le attese e le domande dei consumatori abbiano spinto le imprese a diventare più motivate e sostenibili. Nel 2018 le aziende diventeranno esse stesse motore di tali domande, nella valutazione dei possibili fornitori. “Credo che le corporation continueranno a sfruttare il proprio potere d’acquisto per stimolare migliori pratiche di business nelle proprie filiere globali, imponendo maggiore trasparenza, pretendendo l’assunzione di responsabilità da parte dei fornitori riguardo all’ambiente e ai diritti umani, e collaborando su iniziative settoriali per affrontare problematiche sistemiche che vanno dal traffico di esseri umani alla tutela della fonte idrica” dice Suzanne Fallender, responsabile corporate responsibility a Intel.

Priorità alla privacy e alla protezione dei dati

Con tutto quello che è successo nel 2017, gli episodi di violazione dei dati spesso non hanno guadagnato le prime pagine dei principali media. Eppure, dice Cecily Joseph di Symantec: “La privacy e la protezione dei dati dovrebbero essere in cima all’elenco delle priorità di corporate responsibility nel 2018. Alla luce dello stillicidio di violazioni, è ovvio che ogni impresa deve intensificare la protezione dei dati personali”. Secondo la State of Corporate Citizenship Report, la protezione dei dati consumer e la privacy rappresentano il campo prioritario a cui le imprese destineranno maggiori risorse nei prossimi due anni.

Un altro anno senza precedenti 

Nel corso del 2018, verosimilmente le imprese continueranno ad avviare azioni senza precedenti per accelerare i progressi sociali e ambientali. Prevedo che dedicheranno particolare attenzione a due specifici temi: la libertà riproduttiva delle donne (vedi l’intervento di Cecile Richards al congresso BSR) e leggi più sensate sulla detenzione delle armi (vedi la Gun Safety Alliance). Secondo le ricerche, la maggior parte degli americani sono favorevoli a tali questioni e molte imprese potrebbero quindi trovarsi pressate dai propri dipendenti e dei clienti a prendere una posizione al riguardo. Sarà interessante vedere chi saranno i pionieri su questi fronti.

Fonte: FORBES