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“Greta richiama le nostre coscienze”. Sergio Vazzoler su le pagine de La Stampa
Ha utilizzato un linguaggio e dei concetti fortemente radicali con una modalità non gridata, non aggressiva. Questa combinazione di accuse pesanti legate a una presa di coscienza importante e di semplicità ha fatto la differenza». Questo, secondo Sergio Vazzoler, il motivo del successo e del travolgente engagement generato dal messaggio di Greta Thunberg, la sedicenne svedese che è rimasta seduta davanti al parlamento del suo Paese ogni giorno dal 20 agosto fino al 9 settembre 2018 (giorno delle ultime elezioni in Svezia) durante l’orario scolastico. Il suo slogan era Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima). Sulle pagine de La Stampa di oggi, Sergio ha rilasciato un’intervista che pone l’accento su come una comunicazione voltata in positivo, non aggressiva, pensata al futuro, possa riscuotere più successo di un messaggio negativo e fondato sulla paura. Soprattutto quando si parla di ambiente.
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