Elena Rossi

Nel cuore del Monferrato alessandrino, terra di vigneti patrimonio dell’Unesco, da un paio di anni opera AL.va, start up innovativa che produce allestimenti frigoriferi per lo street food e la distribuzione di alimenti in ambito urbano. AL.va ha una fondatrice ottimista e piena di voglia di fare. Non ancora trentenne, Miriam Manassero, ha basato il suo business su un’idea semplice e geniale al tempo stesso: unire le golfcar ai frigoriferi commerciali, il tutto in un’ottica eco-sostenibile. AL.va ha brevettato veicoli totalmente elettrici per la distribuzione di alimenti freschi o surgelati e nel 2015 ha ottenuto il premio Corporate social responsability, che certifica la coscienza dell’impatto dell’attività industriale sulla società.
Abbiamo incontrato Miriam e le abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia.

 

Come nasce AL.va?
AL.va nasce nel 2013 a Casale Monferrato, quando abbiamo deciso di riunire le giacenze tecnologiche presenti nel nostro territorio, principalmente le tecnologie frigorifere, ed unirle ai veicoli ad impatto zero. La nostra idea è stata quella di creare dei mezzi altamente performanti per la vendita di prodotti freschi e surgelati su strada, in grado di operare in tutte le zone precluse alla circolazione dei motori a scoppio. Lo street food ecologico per eccellenza.
Vogliamo dare l’opportunità sia al singolo, che non riesce a sostenere i costi di gestione di un’attività con una sede fissa, che alla grande industria, di poter veicolare il proprio prodotto con un mezzo totalmente ad impatto zero.

Il nome della tua azienda è piuttosto singolare…
Ufficialmente Alva è il secondo nome di Edison, Thomas Alva Edison. Ufficiosamente, invece, la scelta del nome AL.va vuole riassumere in sé tradizione ed innovazione: AL.va in piemontese significa “funziona!

AL.va è stata premiata come startup innovativa del Piemonte nel 2014. La voglia di distinguervi, quindi, sembra fare parte del vostro dna, ma concretamente cosa significa per voi oggi essere innovativi?
Per noi innovativo è “l’imprenditore sociale”, quello che è cosciente dell’impatto della sua attività sulla società.
Secondo noi, l’azienda deve essere fondata su valori etici: ogni imprenditore dovrebbe valutare attentamente le conseguenze della propria attività e dei propri prodotti sulle persone e sull’ambiente. Il metro di successo di un’azienda non è il semplice profitto, conseguito ad ogni costo, incuranti delle conseguenze su chi lavora all’interno della fabbrica e di chi ci vive attorno, e i luoghi di lavoro non solo devono essere salubri dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Devono essere stimolanti e creativi e consentire a ogni individuo di esprimere tutte le sue potenzialità. Noi casalesi stiamo ancora amaramente subendo le conseguenze dell’Eternit, un esempio da manuale di irresponsabilità dell’impresa del “business of business is business!” .

Quando e perchè la scelta di lavorare in modo sostenibile?
La filosofia costruttiva di AL.va è basata su due principi: semplicità e qualità.
L’azienda produce allestimenti frigoriferi per lo street food e la distribuzione dei prodotti alimentari in ambito urbano. Abbiamo scelto di utilizzare esclusivamente mezzi elettrici e ciò ha un costo. Sarebbe, infatti, molto più profittevole se utilizzassimo veicoli alimentati a gasolio o ad altri combustibili, ma i motori tradizionali inquinano. Il trasporto merci in ambito urbano produce il 60{f94e4705dd4b92c5eea9efac2f517841c0e94ef186bd3a34efec40b3a1787622} delle emissioni di particolato. Se consideriamo che il 70{f94e4705dd4b92c5eea9efac2f517841c0e94ef186bd3a34efec40b3a1787622} della popolazione europea vive in ambito urbano ci rendiamo conto della vastità del problema di cui stiamo parlando e di come le emissioni per il trasporto merci in città rappresentino una minaccia per la salute dei cittadini.

Oltre a farvi vincere prestigiosi premi, quali vantaggi derivano dalla vostra vocazione alla sostenibilità?
La sostenibilità ambientale è strettamente legata al successo di un’impresa. Possiamo ritenere di avere un vantaggio competitivo rispetto ai nostri competitors, dato da una politica aziendale consapevole ed attenta al consumatore, all’efficienza dei processi aziendali (consumi energetici, logistica, materiale di recupero), migliorando le condizioni di salute e sicurezza dei nostri collaboratori, anche al di fuori del contesto lavorativo. In questo modo si accresce la motivazione e lo dimostra il fatto che oggi AL.va è un elemento attrattivo per i ragazzi (stage universitari) che si affacciano al mondo del lavoro.

Sempre più aziende italiane stanno scoprendo il buono dell’essere sostenibili, ma non è detto che tali scelte siano capite e condivise da tutti, soprattutto in un contesto di provincia quale il vostro. Avverti un po’ di ‘solitudine’ attorno a te?
Fare sistema, lavorare insieme, aggregare le nostre attività non è una scelta, ma una necessità.
Purtroppo in un territorio provinciale come quello in cui viviamo, fare rete e condividere le proprie scelte ed idee non è così semplice. La mentalità locale non è ancora pronta a passare da un’economia industriale a un’economia di coscienza.

Cosa consiglieresti a chi ha un’idea e sta pensando di realizzarla, ma non sa da dove partire?
Di buttarsi. Ma a condizione che sia guidato dalla passione e dall’ispirazione, che sia una persona che crede in se stessa, una persona che sia ben cosciente che il futuro non si prevede ma si costruisce con impegno e fatica, e che non dimentichi mai il ruolo dell’imprenditore, un imprenditore sociale.