La prima edizione del censimento “Utili all’Italia”, realizzato dall’associazione che riunisce le aziende multiservizi italiane, UtilItalia, racconta di 274 progetti, portati avanti da 134 gestori di servizi pubblici locali, volti a perseguire risultati di efficienza energetica, miglior sfruttamento delle risorse, miglior gestione delle risorse umane, incremento del grado di innovazione tecnologica e responsabilità sociale e ambientale.

Il ritratto che emerge del mondo delle multiservizi italiane è multiforme e contraddittorio.

Da un lato infatti ci sono giganti come Hera, che è recentemente entrata nel ristrettissimo circolo CE100 della fondazione Ellen MacArthur, che riunisce le aziende che danno il maggior contributo in termini di obiettivi di economia circolare. Dall’altro altre realtà, in particolare quelle più piccole, che faticano a mantenere gli standard di servizio.

In generale il quadro italiano, soprattutto sul fronte della raccolta differenziata, mostra una disomogeneità preoccupante. Una diffusa sofferenza infrastrutturale si accompagna ad una carenza di cultura dell’economia circolare e del riciclo, mancanza che chiama in causa professionalità legate più al mondo della comunicazione che non a quello dell’ingegneria ambientale.

La finanza premia la sostenibilità 

Emerge molto chiaramente dalle ultime analisi che il mercato finanziario sia pronto per investire su aziende sostenibili. Secondo i report di FossilFree.org sono stati operati negli ultimi due anni oltre 5530 miliardi di disinvestment commitments da aziende connesse al consumo di combustibili fossili. Le imprese sostenibili, al contrario, hanno profili finanziari più solidi e sani e attirano investitori di maggiori dimensioni e con piani di investimento generalmente più a lungo termine.

Sono stati quasi 23mila i miliardi investiti nel 2016 in aziende sostenibili. Il mercato finanziario ha fame di progetti da sostenere e fra questi ve ne sono alcuni che emergono proprio dalle multiutility italiane. Lo dimostra il successo dei piani di emissione dei green bond. Si tratta delle obbligazioni dette “verdi” perché finanziano progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente, come l’efficientamento energetico e idrico, il trattamento dei rifiuti, la produzione di energia da fonti pulite o la creazione di reti di trasporto sostenibili. Nel nostro paese apripista è stata, nel 2014, la multiutility bolognese Hera; nel 2017 sono arrivate le emissioni di Iren, di Intesa Sanpaolo e il bond da 1.25 milioni di Enel, destinato al finanziamento di impianti di generazione da fonti rinnovabili e di reti di trasmissione e distribuzione “intelligenti”.

In totale, i green bond emessi da multiutility italiane hanno raggiunto un volume complessivo di 5,9 miliardi di dollari a metà gennaio 2018, di cui 3,3 miliardi di dollari emessi nel solo 2017, un valore otto volte superiore alle emissioni che si registrarono nel 2016.

Utilità per molti

Val la pena provare a fare un esercizio lessicale e invertire i termini che compongono il nome delle aziende di servizi pubblici: da realtà che si occupano di molte utilities (da cui multiutility) a imprese locali che generano utilità per molti. E in effetti il beneficio erogato in termini di servizi e di sostenibilità ambientale dalle multiservizi italiane è imponente.

L’impatto che hanno sulla vita quotidiana dei cittadini, gestendo servizi essenziali alla costituzione dell’idea stessa di città – come la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, la gestione del sistema idrico, del riscaldamento, dei trasporti pubblici – sono in realtà alla base della nostra vita urbana così come oggi la intendiamo.

Lo sforzo profuso nel rendere sempre più efficienti queste realtà non può non accompagnarsi a un investimento continuativo e strutturato in attività di comunicazione che portino all’attenzione di un pubblico sempre più vasto le molte attività poste in essere.

La comunicazione non svolge solamente la funzione di raccontare i successi, ma anche quella di creare un clima di fiducia e partecipazione, di coinvolgimento e impegno, che sono requisiti fondamentali per assicurare il successo dei servizi erogati.

Facciamo un esempio di come la comunicazione possa svolgere un ruolo efficace di supporto alle attività delle multiutility.

Nella nostra azione di supporto ad AMAG, multiuservizi della città di Alessandria, abbiamo posto la nostra attenzione tanto al governo delle relazioni con un focus specifico sulle relazioni media, quanto al sostegno delle azioni di responsabilità sociale d’impresa. L’attenzione crescente per il territorio e un sostegno sempre più convinto ad esso, hanno stimolato l’interesse dei cittadini avvicinandoli all’azienda. Le scelte di CSR hanno permesso di valorizzare il ruolo di AMAG, non solo più come azienda del territorio, ma anche per il territorio. Da eventi come la “Festa dell’acqua”, al sostegno a realtà culturali, sportive e no profit, per finire con il costante supporto al mondo scolastico: così si sta creando una relazione sempre più virtuosa e consolidata tra domanda e offerta di “utilità”.

L’efficacia delle azioni delle imprese che gestiscono i servizi pubblici, dunque non può prescindere dalla partecipazione dei cittadini stessi, nella duplice veste di fruitori (attivi e non passivi) e sentinelle della qualità del servizio.