Tra le tendenze alimentari previste per l’anno nuovo da Whole Foods, cui alcune combaciano perfettamente con la filosofia TreeHugger.

Katherine Martinko

Si avvicinano le festività di fine anno e arrivano puntuali gli articoli con le previsioni delle nuove tendenze food per l’anno che sta per iniziare. Sul New York Times Kim Severson definisce il fenomeno “una tradizione tanto americana quanto ordinare un latte all’eggnog.” Anche noi di TreeHugger pubblicammo un nostro elenco.

Adesso Whole Foods ha pubblicato le tendenze alimentari che prevede per il 2018. L’elenco è lungo, e contiene alcune idee curiose (qualcuno vuole un latte alla lavanda?), ma queste tre previsioni hanno attirato la nostra attenzione perché corrispondono perfettamente con l’approccio di TreeHugger.

1. Trasparenza 2.0

“Quando si tratta di etichette, il più è più. I consumatori vogliono conoscere la vera storia dei cibi che scelgono e il viaggio compiuto da uno specifico prodotto alimentare dalla fonte fino al punto vendita. La trasparenza in termini OMG è una priorità, ma si cercano anche altre indicazioni, come la certificazione Fair Trade, la produzione responsabile e gli standard riguardo al benessere degli animali”.

Tutto ciò non sarà una novità per chi tiene a sapere cosa mette in corpo. Una buona dieta non è più solo una questione di nutrizione, si tratta anche di quello che sta dietro la produzione e di che cosa o chi è stato danneggiato (o meno) durante il processo di fabbricazione.

2. Hi-tech sceglie le piante

“Le diete e i piatti vegetariani continuano a dominare nel mondo food, e adesso c’è un posto a tavola anche per il settore hi-tech. Le tecniche scientifiche utilizzate per elaborare le ricette e manipolare gli ingredienti vegetali stanno creando alternative singolari come i burger vegani ‘al sangue’ o il ‘non tonno’ fatto di pomodoro adatto persino nel sushi. Tali nuove tecniche produttive stanno generando anche nuove varietà di latte e yogurt fatti di noci pili, piselli, banane, noci macadamia e pecan”.

Questo fenomeno l’abbiamo documentato un anno fa in un articolo su alcune invenzioni tecniche nel settore food israeliane che migliorano la produzione degli orti, l’idroponica e i sostituti vegani alla carne. Le aziende specializzate nelle proteine vegetariane quali Beyond Burger e Impossible Burger stanno raggiungendo un pubblico sempre maggiore.

3. La cucina dalla radice fino al gambo

“Tra la macelleria “dal naso alla coda” e la riduzione dello spreco alimentare, alcuni operatori stanno sposando la cucina dalla radice al gambo utilizzando tutto il frutto o tutta la verdura, tra cui le parti spesso scartate come il gambo e le foglie. Grazie a prodotti alimentari come le bucce di anguria sotto aceto, il pesto di bietole o l’insalata di gambo di broccoli, i consumatori stanno assaggiando nuovi gusti e nuove consistenze basati su vecchie ricette amate”.

Oggi che lo spreco alimentare diventa una preoccupazione per il consumatore medio, questi inizia a cercare nuovi modi per usare gli scarti e gli avanzi. Grazie agli interventi di celebrità come Anthony Bourdain con il documentario “Wasted!” e Dan Barber con il suo ristorante londinese pop-up queste idee si diffondono sempre di più.

Sono previsioni per il 2018 ottimiste e speranzose che indicano lo sviluppo di un sistema di produzione alimentare più etico e consapevole. Ci auguriamo che Whole Foods abbia azzeccato.

FONTE: www.treehugger.com