di Elena Rossi

Acqua, povertà energetica e welfare aziendale sono stati tre temi su cui il Gruppo Amag di Alessandria si è confrontato al Salone CSR e Innovazione sociale 2017.
Altrettante tavole rotonde si sono svolte con la partecipazione di aziende, soggetti pubblici e associazioni con la prerogativa, sempre unica del Salone, di mettere insieme e far dialogare tra loro mondi differenti.

Dall’acqua in rete alle rete dell’acqua: le alleanze fra gestori idrici

Il bene dei beni, l’acqua, è stata oggetto recente di molta attenzione, a causa di una delle peggiori siccità registrate dal nostro Paese e in particolare dal nord ovest. La sfida dell’oggi, secondo Mauro Bressan amministratore delegato del Gruppo, consiste nel riuscire ad affrontare il problema dell’approvvigionamento idrico al di fuori delle emergenze, superando la dicotomia pubblico-privato e focalizzando l’attenzione sull’aspetto dell’efficienza della gestione della risorsa acqua.

In questo, un ruolo chiave potrà essere giocato dalle “alleanze” che le aziende del settore sapranno stringere. Ne è un esempio positivo la Water Alliance Piemonte, che riunisce 11 aziende pubbliche piemontesi.

Mettersi in rete vuol dire creare un valore aggiunto in termini di efficienza, grazie al confronto continuo e alla condivisione e acquisizione di buone pratiche.

Un numero sempre maggiore di italiani non riesce a pagare le bollette di luce e gas.
Oltre a essere un problema sociale, questo fatto, legato al progressivo impoverimento della popolazione, ha una ricaduta sui bilanci delle società energetiche.
Per questo Emanuele Rava, Amministratore Unico AMAG Reti Gas, ha sottolineato come la politica dell’azienda sia quella di evitare accanimenti, ma cercare il dialogo e offrire possibilità di dilazioni. AMAG ha messo in campo azioni solidaristiche in collaborazione con enti e istituzioni del territorio. Un esempio è rappresentato dal baratto sociale che ha avviato per dare la possibilità ai clienti morosi di essere impiegati nella cura del verde pubblico, in cambio dell’impegno a destinare parte dello stipendio al pagamento del proprio debito con l’ente.

A2A ha, invece, costituito la Banca dell’Energia, una fondazione che sostiene le famiglie che improvvisamente si trovano in una situazione di vulnerabilità economica e sociale. Questa sarà, presumibilmente, la strada che altri enti con scopo di lucro decideranno di seguire, per dare braccia e gambe alla csr e fornire risposte concrete di aiuto.

Come nasce il welfare aziendale di AMAG

Spostando l’attenzione, infine, sul tema del welfare aziendale, sono già molte – e il loro numero è in crescita – le imprese che decidono di erogare premi di risultato e servizi e prestazioni di welfare ai propri dipendenti. Simonetta Zaccara, responsabile del personale del Gruppo AMAG ha raccontato le motivazioni che hanno portato all’introduzione di misure di welfare aziendale nel Gruppo.

Oltre a rappresentare un indubbio vantaggio per il lavoratore, questa pratica può portare benefici anche al datore di lavoro: un primo vantaggio immateriale consiste nel miglioramento del benessere aziendale e nell’incentivazione dei propri dipendenti a fare sempre meglio. Vi è poi un indubbio vantaggio economico, poiché il Premio di Risultato gode di un’aliquota IRPEF del 10{f94e4705dd4b92c5eea9efac2f517841c0e94ef186bd3a34efec40b3a1787622} (tassazione agevolata) o può essere convertito in beni e servizi di welfare, beneficiando delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa.

Pare proprio che questa volta il legislatore abbia compreso bene le esigenze dell’impresa. Ora la palla passa a direttori, amministratori delegati e presidenti, che con le loro scelte potranno introdurre in azienda un cambiamento importante, capace di migliorare l’efficienza dell’organizzazione che rappresentano, sia essa privata o pubblica.