La mediazione ambientale da oggi è possibile

Gen 29, 2016

Anche nell’ambito dei contenziosi che riguardano l’ambiente la mediazione è possibile. Ne è convinta la Camera Arbitrale di Milano, promotore e capofila di un progetto che si propone di diffondere la cultura del dialogo e della partecipazione in materia ambientale, appunto attraverso l’estensione dell’applicazione dell’istituto della mediazione civile ai conflitti ambientali. Progettista e coordinatrice dell’iniziativa è l’avvocato Veronica Dini.
Gli obiettivi generali, come si può leggere sul sito dedicato al progetto, consistono nell’impostare le relazioni tra gli attori territoriali su una base di giustizia e democrazia, grazie al coinvolgimento, contestuale e paritetico, di tutti gli stakeholder, introdurre la mediazione delle controversie in ambito amministrativo e penale, ampliare il settore della mediazione civile ai conflitti ambientali per ridurre il contenzioso, creare e formare nuove figure professionali e riqualificare le professionalità esistenti attraverso l’aggiornamento delle competenze nella green economy.
Nello specifico l’iniziativa si propone di risolvere alcuni conflitti ambientali attraverso soluzioni creative e concrete e ridurre il rischio di interruzione dei lavori nel caso di realizzazione di opere edili e infrastrutturali.

Il progetto verrà attuato attraverso una fase di ricerca multi stakeholders sui temi della mediazione e della tutela ambientale e un articolato programma di informazione, formazione e sensibilizzazione.
Il primo appuntamento si è svolto a inizio gennaio, all’Urban Center del Comune di Milano: un workshop, dedicato ai Comuni, dal titolo “Come gestire i conflitti ambientali: istruzioni per l’uso” al quale ha partecipato, in qualità di relatore, Sergio Vazzoler, partner Amapola.
Nel suo intervento Vazzoler ha messo l’accento sul ruolo della comunicazione nei conflitti ambientali e sulla necessità di avviare una forma nuova di confronto, per superare il ritardo che caratterizza gli approcci di pubbliche amministrazioni, imprese e media. La P.A. è ancora legata alla “sindrome da convegno”, sottovalutando il governo delle relazioni tramite i canali digitali, le imprese trascurano ancora troppo la relazione diretta con le comunità locali, i media si muovono quasi esclusivamente nel solco del sensazionalismo. In questo scenario si consolidano le situazioni bloccate dalla conflittualità tra posizioni opposte, a scapito del cambiamento di orientamento, che può diventare possibile soltanto con più comunicazione, confronto e interazione con chi non ha ancora acquisito gli elementi necessari per una valutazione di merito.

Concluse le fasi di ricerca e formazione, il progetto prevede che vengano individuate alcune controversie, reali e concrete, da sottoporre, in forma sperimentale, a una procedura di mediazione. In ultimo si verificherà l’esito delle mediazioni condotte, oltre che la completezza e l’adeguatezza del modello approntato.

Continuando a utilizzare il sito, accetti l'utilizzo dei cookie. Leggi la Private Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close