Universal Robots conferma la fiducia in Amapola per la comunicazione integrata 2018

Giu 29, 2018

Universal Robots, azienda leader mondiale nel settore della robotica collaborativa, ha confermato la fiducia ad Amapola per le attività di comunicazione integrata rivolte al mercato italiano.

Universal Robots è l’azienda che per prima al mondo ha introdotto i robot collaborativi – o cobot – nelle fabbriche di tutto il mondo, ovvero bracci robotizzati in grado di automatizzare decine di processi manifatturieri e di lavorare in sicurezza a stretto contatto con l’uomo. Dalla prima vendita di un cobot – datata 2008 – a oggi, l’azienda danese ha inanellato una serie di successi, come testimoniano i quasi 25mila robot installati nel mondo e la forte crescita del suo fatturato (+72% nel 2017 rispetto all’esercizio precedente).

Amapola supporta il cliente con un approccio a tutto tondo. Il team dedicato dell’agenzia si occupa delle attività di relazioni pubbliche e ufficio stampa, del supporto nell’organizzazione di eventi e nella partecipazione a fiere di settore, della creazione dei piani editoriali per le testate trade e digital, della produzione di contenuti tecnici, casi applicativi e video.

Nel 2018 Amapola ha esteso le proprie attività con una serie di progetti in ambito digital. Tra questi, il progetto SEO, la creazione di contenuti specifici per il blog aziendale, la comunicazione sui social media e la consulenza specifica dedicata a Linkedin.

«Universal Robots è una realtà davvero d’eccellenza», afferma Luca Valpreda AD di Amapola. «L’agenzia da un paio di anni, anche grazie all’ingresso di seniority con una radicata esperienza in ambito manifatturiero, ha scelto di posizionarsi sui temi dell’automazione e dell’industry 4.0, innestandoli nella propria vocazione alla sostenibilità. Lavorare con Universal Robots ci consente di affrontare uno dei temi più caldi e attuali: i prodotti dell’azienda sono infatti in grado di ‘restituire il controllo’ delle fabbriche alle persone che vi lavorano, in netta controtendenza rispetto alla versione classica dell’automazione, che spinge ad automatizzare i processi lasciando le persone ai margini».

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